Cosa mettere in valigia…

Mancano poche ore alle vacanze e state ancora litigando con i bagagli, perché non riuscite a farci stare tutto? Dopo aver visto tutti i possibili tutoria dedicati, per esempio quelli di Louis Vuitton, che dell’arte di fare la valigia ne ha fatto un cavallo di battaglia, vi propongo anche io un giochino a tema, perché ogni occasione ha la sua valigia…
Per esempio, facciamo finta che stiate per partire e ci sia il rischio di naufragare su un’isola deserta, cosa vi portereste dietro?
Duca di Salaparuta, azienda storica produttrice di vini, e Borsalino, ci hanno pensato e hanno creato il loro bagaglio ideale. Non per le vacanze, però. Hanno composto il loro kit di sopravvivenza alla fine del mondo, prevista dal calendario Maya…
Che cosa contiene? Tutte cose a cui un uomo (e le donne?) non può rinunciare. Ecco quindi una cappelliera Borsalino, che ha al suo interno: due bottiglie della prima annata del vino cult di Duca di Salaparuta, il Nero d’Avola per eccellenza Duca Enrico 1984, e un cappello Borsalino (ovviamente) realizzato appositamente, il modellino di una Porsche Carrera 911, una cartina, una edizione speciale di  Il Milione di Marco Polo, il dvd del cult come Casablanca e, per finire, una confezione di sigari.
Ecco, se dovessi davvero prepararmi il mio kit da fine del mondo, farei un paio di modifiche:
il vino assolutamente lo terrei, un bel rosso, intenso e corposo. Adatto all’occasione.
Aggiungerei un cavatappi, perché se no, è un po’ dura. E visto che il mio è un blog di design, metterei quello di Mendini per Alessi, e due calici.
Libro si, ma scelgo il Vangelo secondo Gesù di José Saramago (Feltrinelli). E se non ho problemi di peso (almeno questa volta!), aggiungo Q di Luther Blisset (Einaiudi).
Sui film, la scelta è complicata. Opterei per un bel Blues Brothers, sempre perfetto: ironico anche di fronte le catastrofi.
Aggiungerei un pezzo di design. Ma quale? Vado sul classico, l’Eclisse di Magistretti, la Valentine di Sottsass, o mi avventuro in qualcosa di nuovo? Un sostenibile Mathieu Lehanneur, o un istrionico Marcel Wanders? Domanda difficile!

E voi, cosa mettereste dentro il vostro kit di sopravvivenza?

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